Orchidea notturna chiude il ciclo Metamorphosis a cui lavoro dal 2023. L'orchidea ricorre nel mio lavoro come figura di equilibrio fragile: botanicamente è una pianta epifita, cresce aggrappata ad altre piante senza essere parassita, scambia ossigeno e ombra in cambio di un appiglio. Per me è l'immagine di come si vive davvero in un atelier: nessun pittore è autosufficiente, ci si appoggia a chi ci ha preceduto.
La foglia d'oro è un omaggio diretto ai fondi delle tavole del Trecento toscano, ma anche un riferimento più vicino. Penso a Klimt, certo, ma soprattutto ai lavori di Anselm Kiefer degli anni Novanta, dove l'oro entra come elemento di tempo geologico e non di lusso. Ho stratificato sette mani di smalto trasparente prima di applicare la foglia, perché volevo che il riflesso sembrasse provenire da sotto, non da sopra.
La scelta del blu di fondo viene dai pigmenti che uso da sempre: un blu oltremare naturale macinato a mano da un fornitore di Carrara. Lo chiamo blu prima dell'alba perché contiene una percentuale di nero d'avorio che lo rende leggermente più caldo verso il viola, soprattutto sotto luce artificiale. È il colore che vedo dalla finestra dello studio quando lavoro fino a tardi.